Ciao, Chris e grazie moltissimo per il tuo commento.

Permettimi una breve presentazione, cosi' da mettere in chiaro le rispettive posizioni.

Io non sono pro o contro USA o Russia. Io sono pro Europa e mi disturba che questa dorma. Ho vissuto negli USA, ne apprezzo moltissimi aspetti e credo che Microsoft e Facebook siano profondamente antiamericane se vediamo gli USA in termini di guerra di indipendenza 1776, WWII, impresa lunare e sviluppo di Internet. Forse quando scrivo dovrei specificare, ma si allungherebbero i messaggi. Temo quello cui porta il venture capital che cerca ritorni stellari basati su una clientela prigioniera. Cose simili le sostengono anche Vinston Cerf e Tim Berners-Lee, per non dire Donald Knuth. Ovviamente non Bill Gates.

Mentre riguardo la tecnologia sono convinto sostenitore di specifiche pubbliche e condivise di interfaccia sulle quali appoggiare le varie soluzioni. Questo esiste per Internet/ HTTP/ HTML ecc. con le RFC, ma non esiste ad esempio per Facebook. Se ci fosse una direttiva europea, uno standard ISO o delle RFC sulle API per social networks Facebook non sarebbe piu' un problema. Intanto sarebbe compatibile con VK, BAIDU ecc., altri svilupperebbero ulteriori soluzioni e Zuck avrebbe meno profili da potere vendere. Ma se l'Europa non si fa sentire a Zuck resta piu' potere. As simple as that.

Anni fa un problema simile era di odt vs doc o docx o del formato pdf, praticamente indispensabile ma di proprieta' di Adobe. Per fortuna adesso c'e' uno standard pubblico.

Perche chi usa email comunica con tutto il mondo mentre da whatsapp non si puo' messaggiare Telegram??

Infine, riguardo la mia "amata" Russia, queste questioni le hanno capite e si sono dati in tempo una strategia e gli strumenti necessari. Microsoft non e' proibito, e' una soluzione in alternativa ad altre. Credimi, sei molto meno prigioniero di ecosistemi software in Russia che in Europa. Noi cosa aspettiamo?

Allego un mio contributo pubblicato due settimane fa su "ff".

In ogni caso avro' piacere a collaborare per aiutare a spingere sia una filosofia sia una pragmatica di uso Linux e applicativi. Anche perche' spesso sono meglio del SW commerciale, sono documentati, e soprattutto perche' si basano su interfacce aperte.


cari saluti,
Gianguido



On Fri, 2020-03-20 at 12:26 +0100, Chris Mair wrote:
perche' non fare una mozione/ lettera collettiva? Con trasmissione
anche agli organi di stampa?
Lo strapotere di alcuni colossi USA vanifica nella sostanza, se non
nella forma, gli obiettivi di GDPR.
Quando era commissario Mario Monti la Commissione UE con la 
Microsoft si fece sentire eccome!
Ora il Parlamento Europeo ha deciso di passare rapidamente alle 
sedute e al voto elettronici. Sono curioso di sapere se per 
l'organizzazione si rivolgeranno a Microsoft, a Google, oppure faranno
in proprio usando i servizi cloud AWS.

Gianguido

Francamente, in questo momento a livello di LUGBZ temo che ci sia troppa
confusione e divisione per una lettera col consenso di tutti.

Tu sei uno degli ultimi soci arrivati, quindi in particolare farai fatica a
seguire tutti questi thread ;)

Sfrutto l'occasione per uno status quo LUGBZ - un associazione ormai divisa in
correnti che sembra che non si parlino piu` :/

C'e` Paolo D., Marco M. et. al. che ovviamente e giustamente stanno diffendendo
FUSS e sistemi senza (o con poco) lock-in per la didattica remota. Questo nel
contesto della provincia che ha recentemente deciso di passare la didattica
delle scuole in lingua italiana a Microsoft.

Poi c'e` il famoso gruppo sostenibilita` digitale (Anton A., Markus E. & Co di
cui anche Paolo D.), con cui io personalmente non mi trovo d'accordo: nelle
generalizazioni e nelle analisi naiv condensati in slogan ("GAFAMWERTYASDF
bad") che fanno e soprattutto questa maledetta segretezza e tendenza a perdersi
in echo chamber su internet.

Il gruppo sostenibilita` digitale ha fatto un take over di fatto del board
LUGBZ e ha importato la loro segretezza dentro LUGBZ. Tant' e` che soci comuni
come me vengono a sapere dalla stampa cosa fa l'associazione. Vedi il recente
commento di Daniele G.

Poi ci sono le persone piu` che altro interessate in tecnologia (come me) e
anche perche` no alle implicazioni della tecnologia per la societa`. Pero`
almeno a me non piaciono "i guru", i filosofi e i "manifesti", mi piace pensare
per me, analizzare e non generalizzare il non-generalizzabile.

Una corrente trasversale sono i "recyclers", quelli che continuano a proporre
iniziative di installare Linux su vecchi PC. Tu Gianguido non lo sai, ma queste
iniziative ci sono in varie forme da 20 anni.

Io continuo a vedere molto cautamente queste iniziative. C'e` il rischio di
fare un "Baerendienst" a Linux. Se FUSS sul PC vecchio 10 anni e` lento, 
e` colpa di FUSS... Se Windows non va e` colpa del vecchio PC.

Molti anni fa il LUGBZ faceva le "installation party", vedilo come
proto-sportello. Ricordo uno che veniva con una cassa di legno con vecchi
componenti PC e ci chiedeva se potevamo costruire un PC funzionante a partire
da quei componenti.

Anche a me piace smanetterare con underpowered devices, che magari uso come
serverino, ma non mi metto a dare a un enduser un PC totalmente underpowered
che s'inchioda quando apri repubblica.it su Firefox... what could go wrong?

Poi c'e` Anton A. che meriterebbe un essay a parte ;) La piu` breve
caratterizzazione che trovo e` "human NAT trasversal tra associazioni".

Poi ci sono gli Anti-USA come Diego M e tu, Gianguido. Per me e indubbiamente
altri questa generalizzazione non e` assolutamente accettabile. Le azioni di
Facebook sono un problema si`, pero` lo sarebbero anche se Zuck fosse
un cittadino del Belize. Dove era l'EU quando hanno consentito il merger di
Whatsapp?

Gianguido, hai nominato Monti... giusto! L'antitrust e` un problema sottovalutato.
Se l'EU spingerebbe sulla tax harmonization tra stati membri e sul antitrust
avremo gia` un sacco meno problemi. 

Ecco. Scusate ma piu` breve non riuscivo :)

Bye,
Chris.
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